SPID a pagamento Poste Italiane dal 2026. Ecco chi paga (e come salvarsi)

C’era da aspettarselo, ma fa comunque male. L’era dell’identità digitale gratis per tutti è ufficialmente finita. Dal 1° gennaio 2026, arriva la stangata che riguarda 30 milioni di italiani: lo SPID a pagamento Poste Italiane diventa realtà.

Non è uno scherzo e non è una fake news. Se hai l’app gialla sul telefono, preparati a mettere mano al portafoglio. Poste si è allineata agli altri big del settore (come Infocert e Aruba) e ha introdotto un canone annuo. La cifra? 6 euro l’anno. Pochi? Tanti? Dipende. Di sicuro è una rottura di scatole per un servizio che fino a ieri davamo per scontato come l’aria che respiriamo.

Quanto costa SPID Poste e quando scatta la trappola

Il meccanismo è semplice, ma occhio alle date per non trovarsi l’account bloccato proprio quando serve per l’INPS. Il costo è fisso: 6 euro (IVA inclusa). Ma quando si paga? Qui bisogna fare attenzione:

  • Vecchi utenti: Se hai lo SPID da più di un anno, paghi al prossimo rinnovo.

  • Nuovi utenti: Il primo anno è offerto dalla casa. Dal secondo anno, scatta il tassametro.

Poste ha promesso di avvisare via mail 30 giorni prima. Il consiglio? Non ignorate quelle mail, o vi troverete lo SPID sospeso. Non cancellato, ma “congelato” per 24 mesi finché non pagate.

Chi si salva (e le alternative a SPID Poste)

Non tutti dovranno pagare l’obolo. C’è una lista di fortunati che continueranno ad avere il servizio gratis. Lo SPID a pagamento Poste Italiane non tocca:

  • Gli Over 75 (i nonni sono salvi).

  • I minorenni.

  • Chi risiede all’estero.

  • Chi ha lo SPID per uso professionale (che ha altre tariffe).

Per tutti gli altri (cioè la stragrande maggioranza), ci sono solo due strade: pagare o scappare. Se non vuoi cedere ai 6 euro, devi cercare SPID gratis alternative (come Namirial, se la promo è ancora attiva) oppure fare il grande salto verso la CIE (Carta d’Identità Elettronica). La CIE è gratis, è statale e fa le stesse cose. L’unico problema? Devi avere la carta fisica a portata di mano e un telefono con NFC. Ma almeno non chiede 6 euro l’anno.

Il verdetto: pagare o cambiare?

Siamo onesti: 6 euro non mandano in bancarotta nessuno. Ma è il principio che scoccia. Se usi lo SPID una volta l’anno, ti conviene passare alla CIE e chiudere tutto (hai 30 giorni per il recesso gratuito). Se invece lo usi ogni giorno, forse la comodità di Poste vale quel caffè al mese che ti chiedono. A voi la scelta.

[jnews_faq faqStyle=”style-1″ elementId=”jnews_1768233943985_qhqe0o1c”][faq_item question=”Come faccio a non pagare lo SPID Poste?”]

Se non rientri nelle categorie esentate (Over 75, minorenni, residenti estero), l’unico modo per non pagare è recedere dal contratto ed esercitare il diritto di recesso entro 30 giorni, passando poi alla CIE o a un altro provider gratuito.

[/faq_item][faq_item question=”Quanto costa SPID Poste per gli over 75?”]

Nulla. Per gli utenti che hanno compiuto 75 anni, Poste Italiane ha deciso di mantenere il servizio completamente gratuito.

[/faq_item][faq_item question=”Cosa succede se non pago i 6 euro dello SPID?”]

Il tuo account non viene cancellato subito, ma viene sospeso. Non potrai usarlo per accedere ai siti della PA. Rimarrà in questo stato “congelato” per 2 anni, durante i quali potrai riattivarlo pagando l’arretrato.

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