Morto Alberto Bertone fondatore di Sant’Anna
Morto Alberto Bertone fondatore di Sant’Anna, figura simbolo dell’acqua italiana e protagonista
di una delle più grandi crescite imprenditoriali del Paese. L’imprenditore si è spento a 59 anni
dopo una malattia scoperta per caso. Funerali alla Gran Madre di Torino, con messaggi di cordoglio
dal mondo produttivo e istituzionale.
Morto Alberto Bertone fondatore di Sant’Anna, uno degli imprenditori più innovativi del panorama italiano, e volto di una delle acque minerali più vendute del Paese. Si è spento a soli 59 anni, dopo mesi di lotta contro una malattia arrivata all’improvviso, scoperta quasi per caso. A darne l’annuncio è la stessa azienda, che in una nota parla di «immenso dolore per la perdita di un imprenditore straordinario».
I funerali si svolgeranno giovedì 13 novembre alle 9, nella chiesa della Gran Madre di Torino. Mercoledì 12, sempre nella stessa chiesa, sarà recitato il rosario.
Dalle giovanili della Juventus al mondo dell’acqua minerale
Prima di diventare il “re dell’acqua”, Bertone aveva tentato la strada del calcio. Era stato attaccante nelle giovanili della Juventus, anche se – come raccontava lui stesso – «con un ginocchio troppo fragile per fare carriera».
Figlio di una famiglia di imprenditori edili, decise presto di prendere una strada tutta sua. Lontano dai cantieri e dai progetti di famiglia, puntò tutto su una fonte alpina di Vinadio, un comune di poche centinaia di abitanti incastonato nelle Alpi Marittime. Un’acqua che gli era stata segnalata come “speciale”, quasi miracolosa, e che avrebbe cambiato per sempre la sua vita.
“Diventerò il numero uno”
Bertone aveva una visione molto chiara: innovazione tecnologica ed economia di scala. Chiunque visitasse lo stabilimento di Vinadio rimaneva colpito dalla precisione e dall’automazione.
«Sembra un’astronave di Star Trek», diceva con orgoglio. «Automazione totale, pulizia, efficienza. Poi andate a vedere gli altri impianti, e capirete perché diventerò il numero uno».
Una promessa che, col tempo, ha mantenuto.
Nel giro di pochi anni Acqua Sant’Anna è diventata il primo produttore di minerale d’Italia, con una capacità di 20 milioni di bottiglie al giorno e un marchio riconosciuto ovunque.
Un colosso italiano
Oggi Sant’Anna è un gruppo da oltre 350 milioni di euro di fatturato, circa 2 miliardi di bottiglie prodotte all’anno e una quota di mercato che oscilla tra il 13 e il 14%. Rimasto sempre totalmente italiano e saldamente in mano alla famiglia Bertone (57,5%), il gruppo ha continuato a crescere introducendo prodotti innovativi: acqua con zinco, acqua con collagene, tè, bibite funzionali.
Bertone ripeteva spesso che “fare soldi con l’acqua non è facile”: «Ogni giorno dobbiamo inventarci qualcosa».
Un approccio che lo ha reso uno degli ultimi veri self-made man italiani.
Una vita segnata dal dolore
Dietro la figura dell’imprenditore instancabile, c’era un uomo che la vita aveva colpito duramente.
Nel 2008 perse il padre in un incidente stradale.
Nel 2016 la moglie Roberta Ruffino, appena quarantenne, morì improvvisamente, lasciandolo solo con un bimbo piccolo.
Nel 2018 morì anche la moglie del fratello, Cristina Menegozzo, designer della prima bottiglia di Sant’Anna.
Nonostante tutto, Bertone ha continuato a lavorare senza tregua, correndo – come amava dire – «a doppia velocità».
Il cordoglio del Piemonte
Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, insieme alla Giunta, ha espresso «profondo cordoglio» per la scomparsa di Bertone:
«Con la sua visione, con il coraggio e con l’innovazione che lo hanno sempre contraddistinto, Alberto Bertone ha creato un’eccellenza italiana e generato valore per tutto il territorio».
Un’eredità che rimane
La morte di Alberto Bertone lascia un vuoto enorme nel mondo dell’imprenditoria italiana.
La sua storia – quella di un ragazzo che da Vinadio ha creato un gigante industriale – rimarrà un esempio di coraggio, visione e resilienza.





